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San Gusmè, il genuino folclore di un borgo toscano

dicembre 24, 2017
san gusme

San Gusmè è un borgo fortificato che mantiene ancora oggi parte delle mura di fortificazione originarie: oltrepassare una delle due porte d’ingresso a San Gusmè è un tuffo nella storia, un viaggio nel tempo in un borgo d’altri tempi.

Ci sono un paio di ristoranti a San Gusmè, pochissimi esercizi commerciali, nessun museo o monumento, perché è l’atmosfera che si respira il vero “museo” -a cielo aperto- del tardo medioevo toscano.

Frazione di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, poco distante dalla sorgente del fiume Ombrone e circondato da vigneti e uliveti, San Gusmè è un caratteristico paesino di 250 abitanti, espressione genuina di una Toscana senza tempo, che negli anni dei “social network” sembra essersi fermata.

A dir la verità, un monumento c’è: è il Luca Cava, una statuetta che rappresenta un piccolo uomo accovacciato, intento a espletare le proprio quotidiane “funzioni”.
La tradizione locale racconta che la statua sia stata commissionata dall’oste del paese, che pur avendo costruito una stanza esterna con la scritta “Bagno pubblico”, doveva comunque far fronte al degrado e alla maleducazione dei propri clienti. Gli avventori erano però analfabeti, non in grado di leggere il cartello, e così l’oste, stanco e infastidito, avrebbe fatto costruire la statuetta proprio per “spiegare” il concetto ai propri clienti in modo decisamente… intuitivo!
Altre fonti attribuiscono l’idea a un contadino locale: la statua avrebbe indicato il luogo esatto in cui poter espletare i propri bisogni fisiologici, per mantenere pulito il resto del paese e contribuire alla fertilizzazione degli orti.

Leggenda o no, resta il fatto che la statua venne distrutta attorno agli anni Quaranta dai sangusmeini, stanchi dagli scherzi degli abitanti dei paesi limitrofi, ma è poi stata ridisegnata e ricostruita, accompagnata dalla scritta “Re, imperatore, papa, filosofo, poeta, contadino e operaio: l’uomo nelle sue quotidiane funzioni. Non ridete, pensate a voi stessi”.

A questo singolare personaggio è dedicata l’ormai tradizione Festa del Luca, che nei primi due fine settimana di settembre propone musica dal vivo, stand gastronomici e artigianali e tipicità locali.

Da non perdere, nel corso della visita a San Gusmè: la Porta Senese, in alberese ed arenaria; la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano, patroni del paese, e il campanile della Chiesa della Compagnia, intitolata alla Santissima Annunziata.

San Gusmè deriva da San Cosma, nome citato nell’atto di vendita con cui il conte Winigi di Ranieri, nell’867, donò tutti i suoi beni (compresi nei dintorti della chiesa dei Santi Cosma e Damiano) al Monastero di San Salvatore della Berardenga.

Nel 2017 sono passati proprio 1150 anni, ma i fascino di San Gusmè non risente dell’età, mantenendo il volto genuino della Toscana.

Immagine By Vignaccia76 (Own work) [CC BY 3.0], via Wikimedia Commons

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