Italia

Il Salento e la sua lunghissima storia

dicembre 23, 2016
torri di avvistamento nel salento

La bellezza delle spiagge e delle tradizioni estive di Lecce e del Salento in generale rendono le sue coste affollatissime nella bella stagione, ma la ricchezza culturale di tutta quest’area ne fa una meta che ha tantissimo da offrire anche in autunno o in inverno perché, nonostante la vivacità della sua movida, Lecce riesce ad assumere un’atmosfera più intima e se possibile ancora più accogliente.
Organizzare una vacanza di qualche giorno è molto semplice per qualsiasi tipologia di turista, da quello più esigente che cerchi una struttura ricettiva di lusso a quello che, di pretese più moderate, si accontenti di prenotare in un bed & breakfast a Lecce.

La sostanza non cambia, perché il capoluogo salentino offre una panoramica sulla storia di una antica Provincia dell’Impero Romano con la visibile traccia dell’Anfiteatro di età Augustea, ma dispiega tutta la luminosa bellezza della pietra leccese negli ornamenti barocchi dei suoi edifici.

È una storia lunghissima quella del Salento, fatta anche di ritrovamenti archeologici che hanno posto questa penisola all’attenzione dei più affermati paleontologi che si sono dedicati allo studio dei graffiti preistorici rinvenuti nelle grotte Romanelli e Zinzulusa e risalenti ad oltre 10mila anni fa; la rilevanza archeologica è resa poi ancor più cruciale dalla moltitudine di menhir e dolmen che si incrociano girovagando per l’entroterra, testimonianze di litolatrie e di antiche culture pagane che ancor oggi incuriosiscono gli studiosi per le loro incerte origini e funzioni.

Nel raccontare la storia del Salento non si può inoltre sorvolare su delle strutture che in alcuni casi sono diventate autentici simboli identificativi, perché caratterizzano entrambi i litorali con la loro inconfondibile fisionomia e con la loro presenza in serie. Ci riferiamo alle torri costiere di avvistamento, strumenti che si resero indispensabili a partire dal XV secolo per cercare di prevenire o limitare i danni dovuti alle continue scorrerie delle navi saracene provenienti dall’Impero Ottomano, che sfruttavano proprio la lingua di terra del Salento quale primo porto di approdo per la loro espansione ad Occidente.

Proprio questa posizione protesa verso Oriente ha sempre reso il Tacco d’Italia un crocevia di culture ed etnie, un luogo in cui i popoli si incontravano ed a volte si scontravano, ed un porto di approdo o di appoggio per scambi commerciali e non. Oggi il Salento, ma in special modo la sua area più orientale, vive con orgoglio questo suo ruolo di “finibus terrae” e di punto che, in virtù della sua latitudine, è il primo in Italia a ricevere ogni mattina i raggi del Sole nascente!

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