Italia

Teramo e provincia una vacanza tra mare e archeologia

marzo 13, 2019

La provincia di Teramo si presenta come una delle mete turistiche più interessanti e versatili di tutto l’Abruzzo. Oltre al bellissimo mare e alle finissime spiagge, i turisti possono trovare anche numerose testimonianze legate alla storia e, persino, all’archeologia. Nel territorio di Teramo e della sua provincia, infatti, sono stati evidenziati numerosi ritrovamenti archeologici risalenti alle epoche romana e preromana e, in alcuni casi, anche alla preistoria; alcuni ritrovamenti rinvenuti nella Val Vibrata, risalgono al neolitico, cioè a circa 5500 anni fa.

L’epoca romana

Di epoca romana è il sito archeologico di Castrum Truentinum, nel comune di Martinsicuro.

Della città, che si trovava alla foce del fiume Tronto, restano tracce di strade e costruzioni (prevalentemente magazzini), di ceramiche e di alcune monete. Ciò lascia pensare che la città fosse un importante centro di smistamento delle merci che affluivano dal mare verso l’interno. Castrum Truentinum seguitò a godere di ottima vitalità fino all’epoca del Tardo Impero (periodo che va dalla presa di potere di Diocleziano, nel 284, alla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, anno in cui venne deposto l’ultimo imperatore legittimo, Romolo Augusto), quando venne distrutta da Goti e Ostrogoti. Gli abitanti fuggirono verso l’interno, rifugiandosi sulle alture e molti si stabilirono nella zona di Colonnella, dove, in contrada San Martino, è stata ritrovata, in ottimo stato di conservazione, una grande cisterna per l’acqua.

Un altro sito archeologico di epoca romana sono i resti della città di Castrum Novum, l’attuale Giulianova. Fondata da Piceni, la città fu colonizzata dai Romani nel 264 a.C. e devastata, in seguito, dalle invasioni barbariche. Nella zona Sud di Giulianova sono stati trovati tratti di una pavimentazione a mosaico e grossi conci di travertino che facevano, probabilmente, parte di una villa romana. Chi fosse interessato a visitare i suggestivi scavi può trovare sul portale turistico Giulianova.it la sistemazione più adatta alle proprie esigenze.

Infine Teramo, principale centro dei Pretuzi, gli antichi abitanti di questa parte d’Abruzzo, conquistata poi dai Romani che le diedero il nome di “Interamnia”, città posta tra i fiumi. Alcune tombe risalenti all’età del ferro sono l’unica testimonianza dell’epoca pre-romana.

Di epoca romana sono invece il teatro (che poteva contenere fino a 3000 spettatori) e l’anfiteatro; entrambi risalgono all’epoca augustea e presentano un buono stato di conservazione. Di epoca repubblicana è invece la Dominus del leone, che presenta un grande atrio dal pavimento a mosaico, composto da tessere di pietre colorate, dal quale si accede al tablino con un pavimento a mosaico a cassettoni che rappresenta un leone che lotta con un serpente. Lo stile e la tecnica dei mosaici permettono di datarli al I secolo d.C., mentre l’ampiezza dell’atrio e la posizione della casa, che si trovava vicino al foro della città, fanno pensare fosse l’abitazione di un alto magistrato romano.

La preistoria

Particolarmente importanti sono gli scavi di Ripoli, frazione di Corropoli, che hanno portato alla luce i resti di un villaggio neolitico che presenta resti di capanne, di ceramiche e di tombe. Un’altra necropoli molto antica è quella di Campovolano, frazione di Campli, dove nel 1967 hanno avuto inizio gli scavi che hanno portato alla luce circa 600 tombe, risalenti a un periodo che va dall’età del bronzo all’epoca romana. Le tombe presentano dei corredi funerari costituiti principalmente da vasi in ceramica e altri oggetti personali, a seconda che si tratti di sepolture di uomini o di donne.

Particolarmente suggestivo è il percorso espositivo del Museo Archeologico Nazionale di Campli, che si avvale di ricostruzioni grafiche e ambientali molto dettagliate e curate, e che spiega, tra le altre cose, l’evoluzione del rito funerario presso un’etnia del popolo pretuzio di ambito culturale medio-adriatico o piceno; la vita quotidiana nei villaggi nel corso dell’età del Bronzo e offre una ricostruzione minuziosa della tomba di una bambina vissuta nel IX secolo a.C.

Anche nella zona di Tortoreto sono state rinvenute alcune tombe con all’interno oggetti di corredo costituiti da lamine bronzee e un ciondolo con una catenella. Sempre nella zona di Tortoreto, in contrada Muracche, sono stati rinvenuti i resti di una Villa Romana, risalente al I secolo a.C., nei cui magazzini sono stati ritrovati grandi contenitori di terra cotta, torchi e grandi vasche dedicate alla spremitura dell’uva e alla conservazione del mosto.

Altri ritrovamenti di epoca preistorica sono stati effettuati nella Grotta Sant’Angelo a Civitella del Tronto. All’interno della grotta sono, infatti, stati ritrovati oggetti in osso, alcune lame e ceramiche che presentano una datazione che va dall’epoca neolitica a quella romana.

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