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Vacanze di Pasqua all’estero: tutto quello che devi sapere

Marzo 31, 2021

Negli ultimi giorni è divampata la polemica sulla normativa che permetterebbe di viaggiare all’estero mentre, allo stesso tempo, non consente alcuno spostamento all’interno dei confini o ne consente in misura limitata. Come stanno le cose, è davvero così? E se si, per quale motivo il nostro legislatore ha previsto due norme in apparenza contraddittorie tra loro? Scopriamo insieme le risposte a queste domande.

Pasqua: si può viaggiare all’estero?

Prima di tutto rispondiamo alla domanda principale: sì, si può viaggiare verso l’estero e ci si può recare in direzione di porti e aeroporti al fine di raggiungere località straniere. A confermarlo è stato lo stesso Ministero dell’Interno che ha ammesso la possibilità di ogni cittadino italiano di spostarsi, anche se in zona rossa, per compiere viaggi turistici verso l’estero. Spostamenti invece non consentiti se le mete turistiche si trovano all’interno della penisola italiana, a meno di situazioni di zone gialle o bianche che attualmente non sono presenti nel nostro paese. Non ci soffermeremo a commentare se il provvedimento sia giusto o sia sbagliato ma ci sentiamo in dovere di rendervi più chiaro il quadro della situazione. Nei seguenti paragrafi cercheremo di individuare i motivi dietro la scelta del governo italiano.

Dove viaggiare a Pasqua: le nazioni consentite

La normativa qui in esame ha dei limiti e delle condizioni di natura restrittiva nei confronti della possibilità di viaggiare. Quindi: non si può viaggiare a Pasqua senza limiti, messaggio passato in maniera semplicistica nelle ultime ore. Il primo limite è di natura territoriale: esiste un elenco di paesi verso il quale è possibile recarsi, contenuto nell’allegato del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (significato dell’ormai abusato acronimo ‘DPCM’) risalente al 2 Marzo. L’allegato suddivide i paesi esteri in cinque categorie (indicate con una lettera dalla ‘a’ alla ‘e’) e prevede dei protocolli di differente intensità che i turisti dovranno seguire prima e dopo i viaggi. L’elenco, comunque, non include tutti quei paesi in cui è considerato molto rischioso viaggiare.

I protocolli per le vacanza di Pasqua

Un altro limite molto importante, dopo quello legato al territorio, è quello dei protocolli obbligatori. I turisti, infatti, sia in partenza che al ritorno del viaggio dovranno seguire specifiche regole volte a tutelare la salute comune. In ogni caso si prevede che venga presentato al ritorno la certificazione di un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. In più una quarantena di 5 giorni con tampone finale annesso. Per i soggetti che ritornano dalle vacanze di Pasqua da paesi specifici (ad esempio la Nuova Zelanda) il periodo di quarantena si allunga a 14 giorni. A queste misura si aggiunge il rispetto delle regole del paese ospitante, spesso molto restrittive.

Non è vero che si può viaggiare dappertutto

Una volta fatta chiarezza sulla natura del provvedimento si giunge a due evidenti conclusioni. Per prima cosa un sistema del genere non sarebbe replicabile per i viaggi in Italia, per l’alto numero di tamponi da effettuare in poco tempo. In secondo luogo non c’è quel “tana libera tutti” che in tanti hanno invocato in quanto le procedure per viaggiare all’estero a Pasqua sono minuziose e molto restrittive.

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