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MONTALCINO: IL VINO SI UNISCE AL JAZZ NELLA CITTADINA COLLINARE DELLA VAL D’ORCIA

Luglio 22, 2021

Montalcino in Toscana è forse famosa prettamente per il suo prestigioso vino Brunello, ma non è l’unico motivo per amare questa cittadina, punto saliente della Val d’Orcia, una zona panoramica a sud di Siena.

Montalcino è dominata da un’imponente fortezza e ha una storia impressionante: questa città medievale in cima a una collina è probabilmente in questi giorni più conosciuta per i suoi vini, essendo la patria del Brunello di Montalcino, uno dei rossi più famosi al mondo, ma anche per il Festival Jazz and Wine che si terra dal 20 al 25 luglio nel borgo toscano.

Siamo a 50 km a sud di Siena: l’approccio a Montalcino è mozzafiato quando si arriva, con le guglie medievali e la sua enormefortezza chedomina la verde vallata sottostante. Una volta lassù, le sue strette e ripide strade medievali e gli edifici in pietra sono l’ambiente perfetto per un po’ di shopping nelle boutique e degustazione di vini.

I famosi vini di Montalcino

In questa zona si producono alcuni dei vini toscani più famosi. Oggi, con una produzione annua di oltre 3,5 milioni di bottiglie di Brunello di Montalcino e 3 milioni del suo “parente” più leggero il Rosso di Montalcino, il borgo medievale è diventata una città piuttosto agiata.

In un ipotetico tour di una giornata di Montalcino, Pienza e Montepulciano, i luoghi cult della zona della Val D’Orcia, esplorerai i punti salienti e visiterai due cantine, assaggiando anche deliziosi formaggi e vini locali.

Montalcino è noto anche per il suo vino bianco da dessert chiamato Moscadello, per non parlare del suo pregiato miele. Altri prodotti sono il pecorino e vari salumi toscani.

Cosa vedere a Montalcino Toscana

Il centro storico si sviluppa intorno a Piazza del Popolo, con un esile Palazzo dei Priori trecentesco. Le suggestive vie del centro città sono perfette per una passeggiata.

Puoi entrare nella Fortezza e percorrere i suoi bastioni. C’è una splendida vista dall’alto e un’enoteca per ulteriori opportunità di degustazione di vini.

La Fortezza di Montalcino

La Fortezza ha una storia impressionante. Costruito dopo che Siena si impadronì di Montalcino nel 1361, è un simbolo dell’orgoglio della città. Quando nel 1555 Siena fu costretta ad arrendersi a Cosimo I de’ Medici, poche centinaia di nobili profughi si ritirarono qui e proclamarono la “Seconda Repubblica di Siena – riparata in Montalcino”. Resistettero 4 anni, finché nel 1559 fu fissato ai bastioni lo stemma mediceo.

Il Museo Civico e Diocleziano è un museo ben tenuto dove troverai capolavori della scuola senese e molti reperti archeologici.

I punti salienti includono opere di Bartolo di Fredi, Luca di Tomme, Simone Martini, Vecchietta. L’“Incoronazione di Maria” è considerata la più grande conquista di Fredi. La “Madonna dell’Umiltà”, di Sano di Pietro (1406-1481), raffigura Maria inginocchiata, mostrando un atto di fede veramente umile.

Troverai statue in terracotta di Andrea della Robbia e della sua bottega e un modello a grandezza naturale di un guerriero lasciato dagli Etruschi.

Se sei un appassionato di vino, ti godrai il Museo del Brunello nella Fattoria dei Barbi a pochi chilometri da Montalcino, dedicato alla storia e alla produzione di questo famoso vino.

Cosa vedere vicino a Montalcino

Il territorio della Val d’Orcia è un sito UNESCO, famoso per i suoi paesaggi mozzafiato. Per una giornata perfetta in giro per la Val d’Orcia, puoi abbinare una visita a Montalcino con le vicine città di San Quirico d’Orcia e Pienza.
Sei in una delle zone più spettacolari di tutta la Toscana, dove il paesaggio rurale stesso è un’opera d’arte.

L’Abbazia di Sant’Antimo è uno dei punti salienti della zona. E’ una suggestiva chiesa romanica immersa nella quiete della campagna. Una tappa obbligata, situata a 10 chilometri da Montalcino.

Vuoi conoscere una curiosità che non tutti sanno?

I senesi strapparono Montalcino a Firenze nel XIII secolo e nel 1462 il borgo era diventato una città. I suoi rapporti con Siena furono così buoni che nel 1555 diede rifugio a 700 famiglie senesi che rifiutarono di sottomettersi ai Medici quando Firenze sconfisse Siena.
Divenne la ” Repubblica di Siena a Montalcino “, e la fedeltà della città è onorata ancora oggi al Palio di Siena dove il loro vessillo cavalca in un posto d’onore alla sfilata.

Festival a Montalcino: Jazz and Wine

Dal 20 al 25 luglio Montalcino diventa protagonista in Toscana con la musica jazz in sei serate evento: anche Alex Britti tra gli artisti che si esibiranno alla XXIV edizione del festival. L’evento nasce dalla collaborazione con l’azienda vinicola Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz Jazz Club di Roma ed il Comune di Montalcino: unendo il grande jazz e il vino apprezzato e stimato dagli artisti più celebri del mondo.

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Viaggio in Ciociaria: l’alternativa low cost alle solite mete estive

Giugno 6, 2021

Ripartiamo dall’Italia, dai luoghi meno conosciuti o esplorati della nostra stupenda penisola. Soprattutto in un periodo del genere, contraddistinto dalla pandemia da Covid 19, viaggiare in Italia è un atto dovuto per due ordini di motivi.

Il primo è di aiutare la nostra economia, le piccole e medie imprese, tutte quelle realtà che vivono e sopravvivono grazie al turismo. La seconda, la più evidente, è che l’Italia è ricca di bellezze storiche, paesaggistiche e naturali da far invidia a tutto il mondo (siamo la prima nazione al mondo per siti Unesco qualificati come “patrimonio dell’Umanità”) ma a volte sembriamo dimenticarcelo.

Ecco perché abbiamo deciso di segnalarvi delle mete di attrazione turistica meno conosciute ai più ma che non hanno nulla da invidiare alle località estere più inflazionate. Oggi parleremo della Ciociaria, la conoscete? Se no, seguite l’articolo e conoscerete meglio questa ridente zona d’Italia.

Dove si trova la Ciociaria

La Ciociaria si trova nel Lazio, per essere precisi nella sua parte meridionale, in posizione strategica tra le regioni del Centro quali Campani, Molise e Abruzzo. In posizione intermedia tra mare e montagna, in essa possiamo trovare alcuni dei parchi naturali più importanti del centro- sud quali quello dei Monti Simbruini, del Fibreno e dei Monti Aurunci.

Dalla Ciociaria sono facilmente raggiungibili sia gli Appennini Abruzzesi che la costa Tirrenica: potete pertanto programmare un tour della zona, ricca di località sfiziose, per poi trasferirvi per gite di un giorno in località di mare o di montagna. In tal senso potreste visitare il litorale pontino o il Parco Nazionale d’Abruzzo situati a poco più di un’ora di distanza dall’enclave ciociaro.

Località ciociare da visitare: Castro dei Volsci

Tappa fissa del vostro viaggio in Ciociaria deve essere il Comune di Castro dei Volsci, città natale di Nino Manfredi e attualmente votato come uno dei Borghi più belli d’Italia. Paesino arroccato su una montagna, si caratterizza per un centro storico invidiabile, dove il tempo pare essersi fermato e le abitazioni essere rimaste incontaminate nonostante la presenza dell’uomo.

Il comune ciociaro è rinomato inoltre per la presenza del monumento della Mamma Ciociara, che ricorda il sacrificio delle donne e madri del luogo a seguito dei bombardamenti e dei conflitti sviluppatisi durante la seconda guerra mondiale.

Facilmente collegata con le Grotte di Pastena e Ceccano, un’altra perla della Ciociaria che vanta ben 2 Castelli (Castel Sindici e Castello dei conti De Ceccano), Castro è sicuramente una località da visitare.

La guida completa al viaggio in Ciociaria

Se dovessimo indicare singolarmente ogni località ciociara degna di nota avremmo un lavoro troppo arduo e poco organico, intellegibile per voi. Ecco perché abbiamo deciso di lasciarvi qualche informazione generale e non esaustiva sul tema.

Se vi abbiamo incuriosito, potete continuare la vostra ricerca sulle località turistiche della Ciociaria e leggere questa guida di Skyscanner.it sulla Ciociaria. Assolutamente da non perdere!

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Le località ideali per una gita di un giorno nel Lazio

Maggio 15, 2021

Le vacanze si avvicinano e si inizia a pensare a quali mete visitare. Sebbene la maggior parte degli italiani preferisca una vacanza continuativa, di più giorni, restano comunque interessanti possibilità di visitare luoghi suggestivi e rilassanti anche solo per una singola giornata.

Ecco quindi alcune idee per una gita di un giorno in località della Regione Lazio. Un classico mordi e fuggi di inizio estate, necessario se ci si vuole concedere un po’ di relax e di lontananza dalla pesante routine lavorativa.

Seguite i nostri consigli, non ve ne pentirete!

Fare una gita fuori porta: i vantaggi

Non sappiamo ancora se il Covid ci concederà un’Estate tranquilla di cui poter godere a pieno ma, visti i precedenti, dobbiamo essere cauti nel valutare viaggi e vacanze continuative a medio-lungo termine. Ecco perché la soluzione della gita di un giorno fuori casa è ideale anche per gli amanti della classica lunga vacanza estiva.

Se la situazione non dovesse permettercelo avremmo comunque delle soluzioni alternative e non di poco conto per allietarci la giornata e infonderci leggerezza.

Sabaudia: la meta marittima in provincia di Latina

Sabaudia non è assolutamente una novità per gli amanti del genere: ogni anno la cittadina in provincia di Latina viene assalita da migliaia di turisti pronti a goderne il carattere selvaggio e incontaminato.

Le ampie spiagge, la vegetazione indisturbata e un mare da copertina sono le caratteristiche principali di questa meta turistica marittima molto in voga nella regione laziale. Sita lungo il litorale pontino, a due passi dal rifugio della Maga Circe, lì dove il mare e le ripide scogliere si baciano in maniera inaspettata, Sabaudia è una chicca che non potete tralasciare nel vostro itinerario laziale.

Nota come residenza estiva di personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo come Francesco Totti, Ilary Blasi e Paolo Bonolis, questa cittadina può essere la giusta occasione per unire al diletto del relax la possibilità di incontrare molti personaggi famosi.

Ronciglione: il borgo medievale in provincia di Viterbo

Non lontana dal Lago di Vico si staglia la cittadina medievale di Ronciglione, sita in provincia di Viterbo, che è nota per il suo famoso Carnevale. La stessa risulta anche un’ottima meta turistica per una gita fuori porta nel periodo estivo: una cittadina medievale di origini etrusche che deve essere visitata per via dei suoi vicoli caratteristici.

La storia della cittadina è legata alla famiglia Farnese, del cui Ducato fu antico possedimento e che ancora oggi rispecchia i caratteri fondanti dell’età che fu. In particolar modo l’immutato stile antico è presente nel corso Umberto I in cui si alternano edifici e chiese settecentesche.

Una volta giunti a Ronciglione è d’obbligo una visita al magnifico Lago di Vico: uno tra i più belli del Lazio.

Chianti

La Mostra del Chianti: date e novità dell’edizione 2021

Febbraio 14, 2021

La Mostra del Chianti si farà.
Nel 2021, nonostante la difficile situazione legata all’emergenza covid, la rassegna giunta alla edizione numero 63, avrà luogo.
A confermarlo è il Sindaco Alessio Mugnaini, primo cittadino di Montespertoli, città ospitante la manifestazione. Una bellissima notizia dopo la rinuncia dello scorso anno.

La nuova veste della Mostra

Ma ci saranno alcuni cambiamenti. Alcuni inevitabili e obbligatori, relativi alle misure di sicurezza e di contenimento del contagio da coronavirus, altri relativi alle date di svolgimento della Mostra. Infatti l’inizio della rassegna non ci sarà, come di consueto, tra la fine di maggio e i primi giorni di Giugno, bensì verrà posticipato di circa un mese: il 26 Giugno. E terminerà il 4 Luglio, anche questa un’eccezione: per la prima volta infatti la Mostra del Chianti si svilupperà per due weekend, in modo tale da permettere un afflusso di persone molto più limitato e senza rischi per la salute pubblica.

“Un bicchiere mezzo pieno”: un inno alla vita e alla speranza

La Mostra che si contraddistingue per avere, di anno in anno, un tema specifico e di attualità, quest’anno avrà come motto principale “un bicchiere mezzo pieno”: un chiaro e inequivocabile rimando ai nostri giorni, dal sapore ottimistico e di incrollabile fede in un futuro migliore.
Vedere il bicchiere mezzo pieno permette di cogliere il meglio della realtà che ci circonda senza esserne per questo estranei. Riempire il bicchiere mezzo vuoto è un gesto di condivisione, da amici: il giusto spirito per superare indenni un periodo di emergenza, che mette a nudo le nostre tensioni e difficoltà. Un’edizione che vuole essere quindi un auspicio per il futuro e un punto di ripartenza nel lungo percorso verso la normalità.

Gli eventi della Mostra

La rassegna sarà ricca di eventi che andranno a soddisfare molteplici esigenze. Da un lato, infatti, si terranno importanti eventi formativi con esperti del settore che si confronteranno sull’arte vinicola a tutto tondo, dall’altro saranno presenti delle postazioni specifiche per la degustazione dei vini e per il relax dei partecipanti, che così potranno unire l’utile al dilettevole. La musica dal vivo e lo spazio ludico per i più piccoli saranno la degna cornice della gloriosa manifestazione che da anni la città Montespertoli dedica al vino. Inoltre, per le aziende vinicole che non potranno essere presenti fisicamente in loco, sono previsti degli appositi spazi promozionali che formeranno il cosiddetto “Convivium”.

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Sempre più facile arrivare all’isola del Giglio

Febbraio 28, 2020

Le isole dell’arcipelago toscano sono tra le più amate dai turisti, che arrivano qui in piena estate, per apprezzarne le spiagge riparate e il mare cristallino. Tra le tante isole il Giglio è la più ampia, senza considerare ovviamente l’Elba. Il suo fascino è correlato alla distanza dalla costa, ma anche alle piacevoli calette in cui accoccolarsi al sole e alla natura incontaminata. Oggi arrivare all’isola del Giglio è ancora più semplice, grazie al numero di traghetti in partenza ogni giorno, soprattutto in piena estate.

Come si arriva al Giglio
Su un’isola si arriva ovviamente per mare; i traghetti per il Giglio partono da Porto Santo Stefano, nei pressi dell’Argentario. I traghetti per l’isola del Giglio sono molto frequenti in ogni periodo dell’anno, ma da giugno a settembre il servizio è intensificato, per far fronte all’elevato numero di turisti che arrivano qui da tutto il mondo. Queste navi sono in grado di ospitare anche gli autoveicoli, ma non è strettamente necessario avere un’auto sull’isola, che non è eccessivamente grande. Per altro sono disponibili servizi di autobus tra i tre borghi qui presenti, inoltre molti turisti preferiscono spostarsi in bicicletta. Il suggerimento è quindi quello di arrivare a Porto Santo Stefano in treno, oppure di lasciare qui l’auto, per poi proseguire per il Giglio con il traghetto. Le informazioni sul parcheggio Fanciulli del Porto Santo Stefano sono disponibili in rete. L’attracco dei traghetti è nei pressi, quindi si può raggiungere comodamente a piedi.

Dove soggiornare al Giglio
Stiamo parlando di un’isola abbastanza grande, ma non eccessivamente, con 3 piccoli borghi, 2 sulla costa e 1 nell’entroterra. I tre borghi ospitano alberghi e strutture ricettive di vario genere; lo stesso di può dire delle principali zone turistiche dell’isola, come ad esempio la rinomata spiaggia dell’Arenella. Si possono trovare quindi hotel di un certo rilievo, così come soluzioni in B&B e anche campeggi. Ogni viaggiatore può trovare la soluzione che preferisce; l’importante sta nel prenotare per tempo. In estate soprattutto, visto che sono sempre tanti i turisti che di fermano al Giglio ogni anno e chiaramente la capienza delle diverse strutture è limitata. In altri periodi dell’anno è sempre consigliabile verificare che le strutture siano già aperte, visto che nei mesi più freddi il turismo diminuisce in modo sensibile.

I turisti all’isola del Giglio
Come avviene per tutte le isole dell’arcipelago toscano, ogni anno da giugno a settembre il numero di turisti che arriva qui è decisamente molto ampio. Ci sono però alcune precisazioni da fare; una buona fetta di turisti infatti tende ad arrivare al mattino all’isola del Giglio, per fare un tour veloce dell’isola e ripartire nel tardo pomeriggio, con uno dei traghetti disponibili. Fermarsi sull’isola è quindi un comportamento non del tutto comune. Questa è di fatto una fortuna per quei pochi che preferiscono le vacanze senza folla e gente in ogni dove. Sono vari infatti i giorni in cui dopo le 18:00 sull’isola rimangono solo gli abitanti e un ristretto numero di turisti. Ci si può quindi godere al meglio ogni angolo dell’isola, ogni piccola cala e ogni ristorantino sul mare.

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Vacanze in Cilento tra mare e natura

Agosto 2, 2019
Vacanze in Cilento tra mare e natura

Il Cilento è un’area montuosa campana, situata in provincia di Salerno. La zona in questione però comprende anche un tratto di costa, la costiera cilentana, caratterizzata da mare cristallino e numerose zone balneari premiate con la bandiera blu.

Il Cilento è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, ed è stato dichiarato nel 2010 luogo rappresentante della dieta mediterranea. Insomma, si tratta di un luogo tra terra e mare caratterizzato da cultura e tradizione.

Una vacanza in Cilento riesce a mettere tutti d’accordo: chi ama lo sport d’avventura, come le escursioni, il climbing e la mountain bike e chi ama rilassarsi al mare. La costa del Cilento offre sia spiagge sabbiose che rocciose.

Le spiagge imperdibili

Secondo Legambiente, a guidare la classifica del mare più bello 2019 è proprio il Cilento, con il piccolo comune di Pollica. È situato alle pendici del Monte Stella, ed offre scenari naturali bellissimi tra le spiagge di Punta Licosa e la foce del fiume Alento.

Tra le città con le spiagge più belle si può annoverare anche Agropoli, alle porte del Parco nazionale del Cilento. Si tratta di un borgo antico fortificato, nel quale è possibile ammirare diverse torri ed un faro suggestivo. Le baie del territorio offrono tutte mare trasparente nel quale immergersi.

Il comune di Ascea, che si divide in due parti: il paese situato sulla parte collinare e la marina. Il lungomare è molto ampio, la spiaggia è composta da sabbia fine e termina e ridosso di una scogliera.

Poco distante da Ascea, Palinuro: è possibile fare un bagno nel mare delle splendide saline, con fondali sabbiosi o all’incantevole baia del Buondormire, racchiusa dalle rocce che emergono dal mare.

a Marina di Camerota le distese d’acqua in cui nuotare sono immerse dal verde della macchia mediterranea e circondate da scogli, come la splendida Oasi degli Infreschi e la Cala Bianca.

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Tropea e le sue meravigliose spiagge

Giugno 18, 2019
Tropea e le sue meravigliose spiagge

L’estate è arrivata e molti non hanno ancora le idee chiare sulla scelta della propria meta. La Calabria offre tanti spunti suggestivi grazie ai suoi meravigliosi litorali che si affacciano sul Mar Ionio e sul Mar Tirreno. Questa, infatti, è una delle regioni più rinomate per le vacanze  e questa reputazione è legata in gran parte alle bellissime spiagge di Tropea.

Perché Tropea è così speciale

Celebre per la sua gastronomia, per le sue spiagge e per il suo particolare centro storico, Tropea offre anche un magnifico borgo a strapiombo sul mare, lungo il promontorio della Costa degli Dei.

Tropea è un centro di villeggiatura conosciuto in tutto il mondo; tutto merito di un mare cristallino e di distese di sabbia bianca.

Le spiagge di Tropea, che sono facilmente raggiungibili, sono molte: la prima è la spiaggia del Cannone, ideale se cerchi un angolo di paradiso tranquillo. Si tratta infatti di una delle spiagge di Tropea più piccole e meno frequentate, grazie alla sua posizione nascosta dietro al molo nord del porto turistico e allo scoglio di San Leonardo. Una spiaggia appartata, ideale per rilassarsi fuggendo dalla folla.

Poi vi è la spiaggia della Rotonda, a ridosso di una rupe, attrezzata di pedalò e canoe, e ancora l’ ‘A Linguata, la più lunga della zona, molto amata dai giovani perché ospita un campo di beach volley, un lido molto animato, la possibilità di fare snorkeling e immersioni, soprattutto nei pressi dell’isola degli Scogli, i cui fondali pullulano di vita marina.

La Grotta Azzurra: più che una semplice caverna

La principale attrazione marina di Tropea si trova nei pressi della spiaggia di Petri i Mulinu, un’antica cava naturale dove gli scalpellini scolpivano le ruote di pietra destinate a frantoi e mulini.

Questo scenario, quasi mistico, è in realtà la porta d’accesso alla Grotta Azzurra di Tropea, detta anche dello Scheletro.

La cavità è così chiamata per il particolare effetto dei riflessi del mare cristallino e dei raggi del sole che penetrano dalle fessure tra le rocce e colorando di azzurro l’ambiente creano uno spettacolo mozzafiato.

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Firenze, alla scoperta della Galleria dell’Accademia Uffizi

Giugno 4, 2019

La galleria dell’Accademia Uffizi è uno dei musei più visitati di Firenze. Ogni anno milioni di visitatori attraversano le sue sale adornate di opere d’arte. Il museo ospita numerosi e inestimabili capolavori del periodo rinascimentale. A seguire sarà illustrata una guida alla scoperta della Galleria a Firenze dell’Accademia Uffizi.

La Galleria dell’Accademia Uffizi fu fondata nel XVIII secolo dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Originariamente, doveva servire come struttura didattica per gli studenti della vicina Accademia di Belle Arti. Nel corso degli anni, la collezione della galleria divenne più diversificata grazie agli sforzi del Granduca e successivamente, anche a Napoleone stesso. Rispetto agli altri musei, la Galleria dell’Accademia è piuttosto piccola. Tuttavia, ha un notevole patrimonio artistico.

David di Michelangelo

L’opera d’arte più famosa dell’Accademia è la statua del David di Michelangelo, il quale lavorò alla scultura dal 1501 al 1504 e la scolpì in un unico blocco di marmo. Non molte persone sanno che, in origine, intendevano collocare David in cima alla facciata del Duomo di Brunelleschi. Una commissione di eminenti artisti e cittadini decise di posizionare la statua di fronte a Palazzo Vecchio, in Piazza della Signoria. Tuttavia, nel 1872, la città decise di trasferire David all’Accademia. Ci sono voluti tre giorni per spostare la statua.

Altre opere degne di nota

La Hall of Prisoners prese il nome dalle quattro grandi sculture maschili nude conosciute come “Prisoners” o “Slaves”. Originariamente, furono creati da Michelangelo per adornare la tomba di Papa Giulio II. Queste sculture sono particolarmente famose per il loro stato incompiuto. Michelangelo li ha lasciati così intenzionalmente, a rappresentare l’eterna lotta degli umani per liberarsi dai limiti e dal peso fisico della materia.

Altre grandi opere includono una copia di Ratto delle Sabine del Giambologna, Albero della vita di Pacino di Buonaguida, Dipinti di Giotto, Botticelli e Bartolini.

Dipartimento di strumenti musicali

Nel 20° secolo, l’Accademia ha aperto una nuova collezione, un Dipartimento di strumenti musicali. Gli oltre 50 strumenti esposti comprendono pezzi del famoso Conservatorio Cherubini che si collega direttamente alla galleria. La maggior parte di loro era originariamente parte delle collezioni private dei Granduchi di Toscana e della famiglia Medici.

Galleria degli Uffizi

La Galleria degli Uffizi è incredibilmente grande e la sua collezione d’arte lo è ancora di più. Pochi sanno che l’edificio che ospita la galleria oggi non è stato costruito per essere un museo. Nel 1560, Cosimo I de ‘Medici, il Granduca di Toscana, commissionò la costruzione per ospitare la magistratura e gli uffici amministrativi. In effetti, la parola “uffizi” in italiano antico è tradotta come “uffici”.

L’architetto responsabile era Giorgio Vasari. Oltre all’edificio, ha anche creato un corridoio segreto (noto come corridoio Vasari) che collega gli uffici con Palazzo Vecchio e Palazzo Pitti, case della famiglia Medici. Quando l’edificio fu completato nel 1580, Francesco I (il figlio di Cosimo).
La galleria fu aperta al pubblico nel 1769 sotto il comando del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena, che fondò anche l’Accademia.

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Chianti in camper Goboony

Aprile 29, 2019

Il Chianti è la meta perfetta per chi vuole scoprire le dolci colline della Toscana a bordo di un camper. Paesaggi e borghi tra i più belli d’Europa sono la meta perfetta per una vacanza in libertà a contatto con la natura ed il bello.

Grazie ai servizi offerti dalla start up olandese Goboony è possibile utilizzare un camper in sharing mobility.

I castelli del Chianti

Una tappa imprescindibile di un viaggio in camper passa da Gaiole in Chianti, lungo il dolce torrente del Massellone. Qui ci si deve fermare per ammirare gli edifici del borgo antico ed assaporare un ottimo bicchiere di chianti mentre si osserva il panorama circostante, bello e dolce, tipicamente toscano.

Dopo Graiole si può fare tappa al  Castello di Brolio, diventato famoso perché è il luogo in cui Ricasoli studia e crea il Chianti Classico. Oltre tutto ciò che riguarda il vino, vale la pena visitare i i giardini curati e perfetti come quelli di un quadro antico. Da vedere anche  Cappella di San Jacopo e il Museo della Collezione Ricasoli

Il Castello di Meleto è anche questa una tappa importante, qui si osservano ginepri e cipressi oltre che alla bella struttura architettonica anche essa di proprietà della famiglia Ricasoli.

Poi il viaggio prosegue per Radda, una tappa molto particolare: anche qui atmosfere medievali. Siamo su una altura tra le valli del Pesa e dell’Arbia. I tipici vicoli stretti di Radda nascondono scorci molto particolari come il  Palazzo del Podestà, la Chiesa di San Niccolò, il Convento Francescano di Santa Maria in Prato ed il Museo d’Arte Sacra del Chianti.

Chianti tra buon vino ed ottimo cibo

Viaggiare in camper Goboony oltre che rendere facile la scoperta del Chianti dà la possibilità di soste enograstronomiche di livello.

Se si percorre la Chiantigiana, o ‘strada 222’ tra Firenze e Siena si possono ammirare i vigneti e sostare tra casali e cantine ad assaggiare il vino locale. Qui il Chianti è quello vero non certo quello che si reperisce nella Grande Distribuzione. Qui si può comprare direttamente dal produttore  Il Vino Chianti Classico D.O.C.G. .

Anche l’olio qui è differente.  L’Olio di Oliva Chianti Classico D.O.P è ottimo ed è ricavato dalle olive Moraiolo, Frantoio, Leccino e Correggilo, prodotte nel territorio.

Ovviamente i piatti da assaggiare sono differenti: noi vi consigliamo la fettunta o pan con l’olio.

Un viaggio in camper alla scoperta del Chianti non deluderà di certo anzi lascerà una infinità di foto come cartoline d’altri tempi tra verdi campi e distese di viti ed uliveti.

Italia

Teramo e provincia una vacanza tra mare e archeologia

Marzo 13, 2019

La provincia di Teramo si presenta come una delle mete turistiche più interessanti e versatili di tutto l’Abruzzo. Oltre al bellissimo mare e alle finissime spiagge, i turisti possono trovare anche numerose testimonianze legate alla storia e, persino, all’archeologia. Nel territorio di Teramo e della sua provincia, infatti, sono stati evidenziati numerosi ritrovamenti archeologici risalenti alle epoche romana e preromana e, in alcuni casi, anche alla preistoria; alcuni ritrovamenti rinvenuti nella Val Vibrata, risalgono al neolitico, cioè a circa 5500 anni fa.

L’epoca romana

Di epoca romana è il sito archeologico di Castrum Truentinum, nel comune di Martinsicuro.

Della città, che si trovava alla foce del fiume Tronto, restano tracce di strade e costruzioni (prevalentemente magazzini), di ceramiche e di alcune monete. Ciò lascia pensare che la città fosse un importante centro di smistamento delle merci che affluivano dal mare verso l’interno. Castrum Truentinum seguitò a godere di ottima vitalità fino all’epoca del Tardo Impero (periodo che va dalla presa di potere di Diocleziano, nel 284, alla caduta dell’Impero romano d’Occidente nel 476, anno in cui venne deposto l’ultimo imperatore legittimo, Romolo Augusto), quando venne distrutta da Goti e Ostrogoti. Gli abitanti fuggirono verso l’interno, rifugiandosi sulle alture e molti si stabilirono nella zona di Colonnella, dove, in contrada San Martino, è stata ritrovata, in ottimo stato di conservazione, una grande cisterna per l’acqua.

Un altro sito archeologico di epoca romana sono i resti della città di Castrum Novum, l’attuale Giulianova. Fondata da Piceni, la città fu colonizzata dai Romani nel 264 a.C. e devastata, in seguito, dalle invasioni barbariche. Nella zona Sud di Giulianova sono stati trovati tratti di una pavimentazione a mosaico e grossi conci di travertino che facevano, probabilmente, parte di una villa romana. Chi fosse interessato a visitare i suggestivi scavi può trovare sul portale turistico Giulianova.it la sistemazione più adatta alle proprie esigenze.

Infine Teramo, principale centro dei Pretuzi, gli antichi abitanti di questa parte d’Abruzzo, conquistata poi dai Romani che le diedero il nome di “Interamnia”, città posta tra i fiumi. Alcune tombe risalenti all’età del ferro sono l’unica testimonianza dell’epoca pre-romana.

Di epoca romana sono invece il teatro (che poteva contenere fino a 3000 spettatori) e l’anfiteatro; entrambi risalgono all’epoca augustea e presentano un buono stato di conservazione. Di epoca repubblicana è invece la Dominus del leone, che presenta un grande atrio dal pavimento a mosaico, composto da tessere di pietre colorate, dal quale si accede al tablino con un pavimento a mosaico a cassettoni che rappresenta un leone che lotta con un serpente. Lo stile e la tecnica dei mosaici permettono di datarli al I secolo d.C., mentre l’ampiezza dell’atrio e la posizione della casa, che si trovava vicino al foro della città, fanno pensare fosse l’abitazione di un alto magistrato romano.

La preistoria

Particolarmente importanti sono gli scavi di Ripoli, frazione di Corropoli, che hanno portato alla luce i resti di un villaggio neolitico che presenta resti di capanne, di ceramiche e di tombe. Un’altra necropoli molto antica è quella di Campovolano, frazione di Campli, dove nel 1967 hanno avuto inizio gli scavi che hanno portato alla luce circa 600 tombe, risalenti a un periodo che va dall’età del bronzo all’epoca romana. Le tombe presentano dei corredi funerari costituiti principalmente da vasi in ceramica e altri oggetti personali, a seconda che si tratti di sepolture di uomini o di donne.

Particolarmente suggestivo è il percorso espositivo del Museo Archeologico Nazionale di Campli, che si avvale di ricostruzioni grafiche e ambientali molto dettagliate e curate, e che spiega, tra le altre cose, l’evoluzione del rito funerario presso un’etnia del popolo pretuzio di ambito culturale medio-adriatico o piceno; la vita quotidiana nei villaggi nel corso dell’età del Bronzo e offre una ricostruzione minuziosa della tomba di una bambina vissuta nel IX secolo a.C.

Anche nella zona di Tortoreto sono state rinvenute alcune tombe con all’interno oggetti di corredo costituiti da lamine bronzee e un ciondolo con una catenella. Sempre nella zona di Tortoreto, in contrada Muracche, sono stati rinvenuti i resti di una Villa Romana, risalente al I secolo a.C., nei cui magazzini sono stati ritrovati grandi contenitori di terra cotta, torchi e grandi vasche dedicate alla spremitura dell’uva e alla conservazione del mosto.

Altri ritrovamenti di epoca preistorica sono stati effettuati nella Grotta Sant’Angelo a Civitella del Tronto. All’interno della grotta sono, infatti, stati ritrovati oggetti in osso, alcune lame e ceramiche che presentano una datazione che va dall’epoca neolitica a quella romana.